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decreto_milleproroghe

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale è diventato legge il decreto Milleproroghe che contiene importanti novità anche in materia di edilizia e mutui. Vediamo quali sono le principali misure per la casa previste dalla normativa, secondo un breve vademecum elaborato da Mutui.it e Facile.it

– Detrazione del 50% dell’Iva per l’acquisto di una casa nuova in classe energetica A o B – Prolungata fino al 31 dicembre 2017 la detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

– Proroga fino al 31 dicembre 2017 degli incentivi agli interventi di efficientamento energetico di grande entità, non inferiore a 35 mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio, unità di misura dell’energia) all’anno, per quegli interventi il cui periodo di riconoscimento dei certificati bianchi, ovvero i titoli di efficienza energetica che certificano i risparmi energetici realizzati da un edificio. Sebbene sia plausibile che interventi di questa entità interessino edifici di grande dimensione, è opportuno ricordare che potrebbero rientrare tra i lavori finanziabili con un mutuo finalizzato alla ristrutturazione.

– Installazione di impianti per l’energia rinnovabile, che, secondo la legge, dal 1 gennaio 2018 dovrà rappresentare il 50% dei consumi energetici degli edifici ristrutturati o costruiti basandosi su titoli abitativi presentati nel 2017. Fino alla fine di quest’anno, invece, la percentuale minima rappresentata da consumi energetici provenienti da fonti rinnovabili potrà fermarsi al 35%. Per quanto riguarda i possessori di alberghi, hotel e altre strutture ricettive, con oltre 25 posti letto, l’obbligo di adeguare l’immobile alle norme anti incendio in vigore dal 1994 slitta alla fine di quest’anno: c’è quindi tempo fino al 31 dicembre 2017 per ristrutturare gli edifici in questo senso, magari servendosi di un prestito bancario.

– Il pagamento di mutui e finanziamenti nelle zone colpite dal sisma del 2016 sarà sospeso fino al 31 dicembre 2017, grazie ad un finanziamento di 32 milioni di euro. È lecito credere, comunque, che come accaduto per le precedenti catastrofi naturali che purtroppo hanno colpito diverse zone d’Italia negli ultimi anni, la sospensione dei pagamenti si riferisca solo alla quota capitale, non agli interessi.



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