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imu_tasiCon l’entrata in vigore del nuovo ravvedimento operoso, dal 2015 i contribuenti per sanare il mancato, o insufficiente, pagamento di IMU e TASI con l’applicazione sanzioni agevolate: scaduti i termini per usufruire del ravvedimento sprint (14 giorni dalla scadenza), entro il 15 gennaio le sanzioni saranno ridotte a 1/10 e fino al 16 marzo ad un 1/9.

Sanzioni ridotte

Ricordiamo che la scadenza per il versamento dell’IMU e della TASI era fissata allo scorso 16 dicembre, chi avesse mancato l’appuntamento, o avesse commesso degli errori potrà contare sul nuovo ravvedimento operoso che dal 2015 prevede l’applicazione di sanzioni in misura ridotta:

  • 3% (1/10 della sanzione piena) fino al 15 gennaio (30° giorno dalla scadenza);
  • 3,33% (1/9 della sanzione piena) fino al 16 marzo prossimo (90° giorno dalla scadenza).
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Partita-IvaUna delle possibilità per chi apre Partita IVA è quella di chiedere un finanziamento agevolato con la formula del prestito d’onore (di cui al Dlgs. 21/4/2000 n. 185) – volto a promuovere l’autoimpiego tramite franchising lavoro autonomo o microimpresa – ottenendo contributi a fondo perduto, mutui agevolati (previa approvazione di Invitalia), servizi di assistenza tecnico-gestionale gratuiti e agevolazioni finanziarie per investimenti.

Beneficiari

Il prestito d’onore è pensato per le nuove Partite IVA. Possono richiederlo i residenti in Italia da almeno 6 mesi,  disoccupati o inoccupati in cerca di  prima occupazione, che desiderino avviare un’attività di lavoro autonomo sotto forma di ditta individuale.

In caso di cittadini extracomunitari è richiesta carta o permesso di soggiorno validi per almeno i 12 mesi successivi alla presentazione della domanda. Possono richiederlo anche i liberi professionisti iscritti ad un Albo professionale, ad esempio per aprire uno studio. Per l’autoimpiego, il prestito è riservato ai residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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prestiti_imageIn un momento storico in cui l’accesso al credito risulta tanto indispensabile quanto difficile, soprattutto senza garanzie reddituali, esistono numerose offerte di prestiti senza busta paga, ovvero quelli richiesti e ottenuti anche da chi non possiede un contratto di lavoro da dipendente.

Garanzie alternative

Prima di tutto facciamo notare che oltre alle garanzie reddituali ci sono altre tipologie di garanzie che possono essere valutate favorevolmente dalle banche o dalle finanziarie, come l’avere un reddito derivante da un immobile in affitto. Importante è poter dimostrare il regolare pagamento del canone da parte dell’affittuario ad esempio tramite il proprio estratto conto. Anche avere una rendita finanziaria può essere un’alternativa valida alla garanzia della busta paga, così come eventuali assegni di mantenimento documentati allegando l’ordinanza del giudice.

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