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Attivo il Fondo di Garanzia per la prima casa del Ministero dell’Economia: è pronto il modulo per richiedere in banca l’accesso all’agevolazione prevista dal Decreto Interministeriale 31.7.2014 pubblicato in Gazzetta il 29 settembre 2014. L’obiettivo è quello di favorire l’erogazione del credito per l’acquisto della prima casa grazie alla concessione di una garanzia dello Stato fino al 50% della quota capitale del mutuo richiesto.

Mutuo agevolato

La garanzia viene concessa per acquisto di immobili non di lusso da adibire ad abitazione principale, abbinato eventualmente anche alla ristrutturazione  in ottica di efficientamento energetico. Tra i vincoli è richiesto che il mutuo non superi l’importo di 250mila euro.

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Si avvicina il termine per il pagamento della cedolare secca, l’acconto deve essere versato entro il 30 novembre 2014, che però quest’anno cade di domenica, facendo slittare la scadenza fiscale al 1° dicembre. Si tratta dell’imposta risultante dalla dichiarazione dei redditi annuale, presentata mediante modello UNICO 2014. Il versamento dell’acconto può avvenire in due rate o in una unica, la scadenza del 1° dicembre riguarda la seconda o unica rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali sui canoni di locazione abitativa, nonché dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo sui contratti di locazione.

Ricordiamo che ora, per effetto del nuovo Decreto legge 47/2014 (c.d. Decreto Casa) optare per questo regime è diventato ancora più conveniente, poiché l’aliquota per i contratti a canone concordato è passata dal 15% al 10%, contro il prelievo per le altre tipologie di contratti pari al 21%, in più la riduzione della percentuale di abbattimento dei canoni ai fini IRPEF passa dal 15% al 5%. Tornando all’acconto, questo è dovuto se l’importo dell’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente supera i 51,65 euro e per il calcolo può essere effettuato con metodo previsionale o storico.

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Più vicina la Riforma del Catasto, con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto sulle commissioni censuarie: 106 organismi che dovranno rivedere i parametri per i valori catastali di circa 62 milioni di immobili adeguandoli a quelli di mercato, in attuazione dell’articolo 2, comma 3 , lettera a, della legge 23/2014. Il decreto passato in CdM il 10 novembre dà quindi il primo via libera alla Riforma del Catasto inserita nella Delega Fiscale, con la revisione dei criteri di valutazione delle rendite – conteggiando metri quadri e non più numero di vani, valorizzando una serie di caratteristiche dell’immobile (ubicazione, quantità, anno di costruzione) – con effetti sulla tassazione (IMU e TASI) ed anche sull’ISEE.

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Il nuovo Regime dei Minimi previsto dalla Legge di Stabilità 2015 (commi 23-31 dell’articolo 9) introduce alcuni vantaggi per le nuove attività. Più in particolare, i contribuenti che da gennaio avvieranno un nuovo business potranno godere di la riduzione di 1/3 (comma 12) nei primi tre anni di attività del reddito imponibile, che costituisce il criterio per definire l’imposta da versare  con aliquota sostitutiva a forfait del 15%. Per calcolarlo, il Regime dei Minimi 2015 applica un coefficiente di redditività (comma 11) variabile per attività:

  • 40%: imprese alimentari; commercio ingrosso e dettaglio; ambulante di generi alimentari e bevande; ristorazione e alloggio.
  • 54%: commercio ambulante di altri prodotti.
  • 62%: intermediari del commercio.
  • 67%: altre attività economiche non citate.
  • 78%: professioni; attività in campo tecnico, scientifico, sanitario, educativo e finanziario.
  • 86%: edilizia e attività immobiliari.
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