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Diverse le scadenze fiscali alle quali sono chiamate le imprese nel mese di novembre: tra queste spiccano i versamenti IVA, gli acconti IRES e IRAP, le ritenute IRPEF, i contributi INPS, INAIL ed ENASARCO, le comunicazioni sui redditi nei 730 integrativi, gli adempimenti in ambito fatturazione, elenchi INTRASTAT e flussi UniEmens, imposte di bollo e registro, operazioni con paesi Black-List.

10 novembre

  • Istituti di credito, Sim, altri intermediari finanziari, società fiduciarie devono versare in modo virtuale dell’imposta di bollo relativa agli assegni circolari in circolazione alla fine del terzo trimestre 2014;
  • CAF e professionisti abilitati devono consegnare a dipendenti e pensionati il modello 730 integrativo e il prospetto di liquidazione modello 730-3 integrativo, per poi trasmettere per via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati contenuti nelle dichiarazioni integrative 730/2014 e relativi modelli 730-4 integrativi.
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Il regime fiscale agevolato per autonomi (nuovo Regime dei Minimi) previsto dalla Legge di Stabilità entra in vigore il primo gennaio 2015 e sostituisce i precedenti regimi forfettari: per i contribuenti che nel 2014 avevano optato per l’imposta sostitutiva del 5% si aprono varie possibilità (il regime transitorio è definito dai commi 33-35, articolo 9): in alcuni casi si passa automaticamente al nuovo forfait applicando il 15% sull’imponibile calcolato con le nuove regole; in altri si continua ad applicare la tassazione al 5% fino alla fine del periodo previsto; in altri ancora scatta il rientro nella tassazione ordinaria.

Ex Minimi 2014

Possono continuare ad applicare l’aliquota forfettaria del 5% soltanto i contribuenti che hanno optato per il regime previsto dall’articolo 27, commi 1-2 del dl 98/2011, convertito con modificazioni dalla legge 111/2011 (regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità). Per quanto? Fino alla naturale scadenza imposta da quel regime: 5 anni o il compimento del 35esimo anno di età.

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Il 16 ottobre è l’ultimo giorno utile per pagare l’acconto TASI in circa mila Comuni, dove proprietari di immobili e inquilini sono chiamati a districarsi tra mille regole, aliquote, detrazioni e scadenze diverse. Ecco il decalogo semplice per i  circa 15 milioni di contribuenti coinvolti nell’adempimento, semplificando il più possibile la vita a chi deve pagare, anche in ritardo con maggiorazioni.

1. Scadenza TASI

La prima cosa da fare è controllare se il proprio Comune è fra i 5.227 che hanno deliberato in tempo per l’acconto TASI del 16 ottobre, ossia entro il 10 settembre. Negli oltre 2mila in cui si è già pagato in giugno l’appuntamento è invece con il saldo entro il 16 dicembre, quando pagheranno in un’unica rata anche i contribuenti che risiedono nei circa 600 Comuni che non hanno deliberato in tempo.

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La TASI per il settore agricolo è meno pesante di quella sulle altre tipologie di immobili, ed anche più economica dell’IMU perché prevede l’esenzione per i terreni agricoli, ma attenzione: c’è una sorta di falla nella formulazione della norma, per cui se un agricoltore è proprietario del terreno non paga l’imposta, se invece è in affitto è tenuto a versarla. Vediamo una breve guida dedicata alla  TASI per le imprese e i professionisti dell’Agricoltura.

Fabbricati rurali

  • Strumentali: aliquota TASI non può superare il tetto massimo 0,1% (comma 678, articolo 1, legge 147/2013), ma il Comune possa può ridurla fino a zero. La base imponibile di calcolo è come per l’IMU: rendita catastale rivalutata per il moltiplicatore 65 (coefficiente della categoria D10).
  • Non strumentali: se il fabbricato rurale è abitato si paga la TASI con le regole ordinarie (aliquota prima casa o per altri immobili, a seconda delle situazioni).
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