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Il 16 ottobre è l’ultimo giorno utile per pagare l’acconto TASI in circa mila Comuni, dove proprietari di immobili e inquilini sono chiamati a districarsi tra mille regole, aliquote, detrazioni e scadenze diverse. Ecco il decalogo semplice per i  circa 15 milioni di contribuenti coinvolti nell’adempimento, semplificando il più possibile la vita a chi deve pagare, anche in ritardo con maggiorazioni.

1. Scadenza TASI

La prima cosa da fare è controllare se il proprio Comune è fra i 5.227 che hanno deliberato in tempo per l’acconto TASI del 16 ottobre, ossia entro il 10 settembre. Negli oltre 2mila in cui si è già pagato in giugno l’appuntamento è invece con il saldo entro il 16 dicembre, quando pagheranno in un’unica rata anche i contribuenti che risiedono nei circa 600 Comuni che non hanno deliberato in tempo.

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La TASI per il settore agricolo è meno pesante di quella sulle altre tipologie di immobili, ed anche più economica dell’IMU perché prevede l’esenzione per i terreni agricoli, ma attenzione: c’è una sorta di falla nella formulazione della norma, per cui se un agricoltore è proprietario del terreno non paga l’imposta, se invece è in affitto è tenuto a versarla. Vediamo una breve guida dedicata alla  TASI per le imprese e i professionisti dell’Agricoltura.

Fabbricati rurali

  • Strumentali: aliquota TASI non può superare il tetto massimo 0,1% (comma 678, articolo 1, legge 147/2013), ma il Comune possa può ridurla fino a zero. La base imponibile di calcolo è come per l’IMU: rendita catastale rivalutata per il moltiplicatore 65 (coefficiente della categoria D10).
  • Non strumentali: se il fabbricato rurale è abitato si paga la TASI con le regole ordinarie (aliquota prima casa o per altri immobili, a seconda delle situazioni).
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Il Ministero del Tesoro ha comunicato il via al Fondo statale da 650 milioni di euro per i mutui prima casa, a fronte della firma del Protocollo d’intesa da parte del Direttore Generale del Tesoro, Vincenzo La Via, e dal Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini. Il Protocollo, si legge sul sito del MEF

“Fissa tempi certi per l’operatività del Fondo: le banche/intermediari finanziari hanno trenta giorni lavorativi, dal momento della loro adesione all’iniziativa, per erogare il servizio ai cittadini, a patto che la Consap, società del MEF gestore del Fondo, abbia predisposto da almeno 30 giorni lavorativi il manuale d’uso per l’accesso delle stesse banche all’infrastruttura telematica”.

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Per gli inquilini alle prese con il pagamento TASI 2014 è frequente che l’imposta totale annua risulti inferiore a 12 euro, e che di conseguenza non vada pagata perché sotto la soglia di esenzione. A Milano, ad esempio, la TASI per l’affitto di un appartamento con rendita catastale fino a 850 euro risulta sotto il tetto minimo, per cui si paga solo dai 900 euro circa di rendita in su (comprese le categorie A1, A8, A9); a Roma, invece, i 12 euro vengono raggiunti prima. Vediamo dunque le diverse soglie di rendita sopra cui scatta il pagamento TASI in quanto superiore a 12 euro.

Regola generale

Il Comune, con la delibera TASI, stabilisce una quota per l’affittuario dal 10 al 30%. Anche se per l’inquilino l’appartamento fosse prima casa, ai fini dell’aliquota da applicare si deve fare riferimento alla destinazione d’uso del proprietario, calcolando su questa la propria quota: se prevista, si applica l’aliquota per immobili in locazione, diversamente quella per le seconde case, almeno nella maggior parte dei casi; è infatti difficile che un proprietario affitti la sua prima casa, ne qual caso si applicherà l’aliquota per prime abitazioni.

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