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A partire dal 2015 oltre alla dichiarazione dei redditi precompilata arriverà anche il nuovo ISEE precompilato. Ad assicurarlo è stato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, in occasione dell’audizione in Commissione Affari sociali alla Camera, sottolineando che il Governo era pronto a partire anche prima del 1° gennaio 2015 ma che per evitare problemi si è scelto di dare il via al nuovo sistema di calcolo del reddito a partire dal prossimo inizio anno. A chiedere al Ministero di non anticipare il nuovo ISEE prima del 2015 erano stati gli enti locali così da dare tempo a tutte le Amministrazioni di organizzarsi.

La modulistica, ha garantito Poletti, verrà messa a disposizione nelle prossime settimane, ovvero entro metà ottobre, in modo che i Comuni possano rielaborare le soglie ISEE in base alle quali parametrare i costi dei servizi offerti e le prestazioni rese.

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Per i mutui sulla prima casa fino a 250 mila euro sarà possibile contare sulla garanzia dello Stato per il 50% della quota capitale dei finanziamenti concessi. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 226/2014 il decreto che disciplina il Fondo di garanzia per i mutui ipotecari stipulati per l’acquisto, la ristrutturazione e l’aumento dell’efficientamento energetico degli immobili destinati ad abitazione principale.

Risorse

Si tratta del Fondo introdotto dalla Legge di Stabilità 2014 e regolamentato dal decreto del ministro dell’Economia del 31 settembre 2014 che prevede uno stanziamento di 600 milioni di euro per gli anni 2014, 2015 e 2016 (200 milioni per ciascun anno) per le garanzie di ultima istanza. Tale importo potrebbe essere incrementato attraverso il contributo delle Regioni o di altri enti e organismi pubblici.

Garanzia

Il Fondo viene gestito dalla CONSAP S.P.A. (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici), una società a capitale interamente pubblico, che offrirà una garanzia fino al 50% della quota capitale dei mutui attingendo al Fondo di garanzia.

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Fra i contribuenti che subiscono un rincaro fiscale con l’introduzione della TASI ci sono gli inquilini (famiglie, uffici, capannoni, negozi…), ai quali per la prima volta viene applicata una tassasugli immobili: se l’IMU è dovuta solo dai proprietari, la TASI lo anche da chi è in affitto, in autonoma responsabilità: l’inquilino deve dunque procurarsi la rendita catastale dell’appartamento locato, calcolare l’imponibile, applicare l’aliquota prevista (quella dovuta dal proprietario) e verificare la quota a lui spettante in base alla delibera comunale (dal 10 al 30%). Nel caso in cui il Comune abbia emesso delibera entro il 10 settembre ma senza specificare la quota a carico dell’inquilino, si applica automaticamente il 10% e il versamento va effettuato entro il 16 ottobre.

In 5.227 Comuni si paga a ottobre con queste regole. Fra essi Roma, Milano, Campobasso, Catanzaro, Firenze, L’Aquila, Potenza, Perugia, Trieste, Palermo, Catania, Messina, Foggia, Verona, Padova, Prato, Reggio Calabria, Taranto, Reggio CalabriaNei 652 Comuni senza delibera gli inquilini non pagano nulla per quest’anno e la TASI sarà interamente a carico dei proprietari, che verseranno tutto a dicembre con aliquota 0,1%.

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Il DL 47/2014 conv. con modif. dalla L 80/2014 (GU 27 maggio 2014, n. 121) contiene agevolazioni sugli immobili, misure per il recupero di alloggi di edilizia residenziale pubblica e il contrasto all’occupazione abusiva, detrazioni fiscali Irpef  per il conduttore di alloggi sociali e, in caso di canone concordato, riduzione dell’aliquota sulla cedolare secca.

Contributi affitto

Il Governo ha finanziato con 100 milioni di euro per il 2014 e 2015 il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione (art. 11, L. 431/1998), che elargisce contributi integrativi per il pagamento dell’affitto ai conduttori con basso reddito. Inoltre è stato aumentato lo stanziamento per il Fondo per gli inquilini morosi incolpevoli (art. 6, co. 5, D.L. 102/2013) fino a: 15,73 milioni per il 2014; 12,73 per il 2015; 59,73 per il 2016; 36,03 per il 2017; 46,1 per 2018 e 2018; 9,6 per il 2020.

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