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Tra tante imposte sulla casa che aumentano ce n’è una che diminuisce. Stiamo parlando della cedolare secca, la tassa piatta per gli affitti oggi ancora più light (al 10%), ma non per tutti: requisito fondamentale, infatti, è la presenza di un contratto a canone concordato.

Contratti a canone concordato

Il presupposto per versare l’aliquota al 10% è la stipula di un contratto di locazione con le caratteristiche dettate dall’articolo 2, comma 3, della legge 431/1998 e le condizioni stabilite dagli accordi locali fra le organizzazioni più rappresentative dei conduttori di proprietà edilizia e inquilini, per abitazioni nei Comuni ad alta tensione abitativa in elenco Cipe (capoluoghi di provincia, molti centri di medie dimensioni e i Comuni limitrofi a Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia).

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Si avvicina il mese di luglio e con esso alcune importanti scadenze fiscali, come l’imposta di registro, l’IRPEF, la cedolare secca, l’IVA e così via. Vediamo nel dettaglio cosa prevede il calendario degli appuntamenti con l’Agenzia delle Entrate di luglio.

Cedolare secca

  • 1 luglio: l’appuntamento con il Fisco per chi non ha optato per il regime della cedolare secca è fissato al 1° luglio, quando dovrà versare l’imposta di registro sui contratti stipulati o rinnovati al 1° giugno 2014;
  • 7 luglio: per le persone fisiche titolari di partita IVA e interessate dagli Studi di Settore la scadenza di riferimento per pagare il saldo 2013 e l’acconto 2014 della cedolare secca è invece il 7 luglio;
  • 31 luglio: sempre chi non ha optato per il regime della cedolare secca dovrà versare entro il 31 luglio l’imposta di registro sui contratti di locazione e affitto stipulati o rinnovati al 1° luglio 2014.
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Nel passaggio in Parlamento del Decreto efficienza energetica, che recepisce la Direttiva 2012/27/UE sul tema, le Commissioni Industria del Senato e Attività produttive della Camera hanno chiesto che venga stabilizzato il cosiddetto Ecobonus, e che venga determinato un quadro di regole uniformi sulla certificazione energetica degli edifici.

Ecobonus

Per quanto riguarda l’Ecobonus si vorrebbe fare in modo che le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica risultino più convenienti di quelle concesse per i lavori di ristrutturazione edilizia. Ad esempio viene richiesto che tra gli interventi di riqualificazione energetica da realizzare ogni anno sugli immobili della Pubblica Amministrazione rientrino anche le Amministrazioni centrali e gli immobili di proprietà delle Regioni e degli altri Enti territoriali. Proprio per l’efficientamento energetico degli immobili della PA la Commissione Attività produttive della Camera ha chiesto lo stanziamento di ulteriori risorse.

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Fino al 16 luglio niente sanzioni per chi non ha pagato la TASI entro il termine del 16 giugno o ha effettuato un versamento insufficiente: lo stabilisce un provvedimento del Ministero delle Finanze, che vale anche per l’IMU. La decisione è stata presa in considerazione delle difficoltà che certo non sono mancate per il contribuente alle prese per la prima volta con questo tributo, con regole che sono cambiate a ridosso della scadenza e il caos delle delibere, spesso arrivate anch’esse sul filo di lana.

Sanzioni TASI

L’inapplicabilità delle sanzioni e degli interessi, spiega la risoluzione 1D del 23 giugno del Dipartimento delle Finanze, è giustificata dalle:

«criticità relative sia alla tempistica di versamento del tributo, oggetto di recentissime novità legislative recate dal Dl 9 giugno 2014, n. 88» sia «alla determinazione stessa del tributo», circostanze che «hanno generato difficoltà dal punto di vista applicativo e organizzativo, soprattutto per i Centri di assistenza fiscale (CAF) che gestiscono un numero elevatissimo di versamenti».

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