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Pronto il il Web Service (WS) per la Procedura di liquidazione delle indennità di disoccupazione agricola. Il Messaggio INPSn. 4910/2014 comunica che a breve sarà attivata anche la funzione di elaborazione delle domande in competenza 2013. L’indennità spetta a coloro che hanno svolto mansioni lavorative nel settore, sono iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli, per diverse ragioni hanno perso il lavoro e appartengono a determinate categorie: operai assunti a tempo determinato, coloni, piccoli coltivatori diretti, agricoltori a tempo indeterminato.

Requisiti

E’ necessario  avere almeno due anni di iscrizione nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria e aver versato non meno di 102 contributi. Sono esclusi dall’indennità i lavoratori extra comunitari in possesso di un permesso di soggiorno con validità stagionale, coloro che presentano domanda oltre la data di scadenza, coloro che risultano percettori di contributi subordinati, i percettori di pensione e chi si licenzia in modo volontario.

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Il Governo conferma il rinvio dell’acconto TASI nei Comuni senza delibera IUC entro fine maggio: in questi casi si pagherà il 16 ottobre se riusciranno a deliberare le aliquote entro il 10 settembre; se il consiglio municipale non approva la delibera entro questo termine si pagherà in un’unica soluzione entro il 16 dicembre; e se non riuscirà a deliberare in tempo per il saldo, allora il 16 dicembre si pagherà una TASI standard dello 0,1%: a stabilirlo è un emendamento alla legge di conversione del Decreto IRPEF approdato in Senato dopo l’ok della commissione Bilancio.

Anticipazioni statali

Per risolvere il problema dei mancati introiti TASI nei Comuni senza delibera (e quindi senza immediato acconto TASI), entro il 20 giugno il Governo anticiperà fondi pari al 50% del gettito annuo stimato con l’aliquota base (0,1%).

TASI semplice dal 2016

E’ previsto che la TASI vada a regime entro il 2016, con un meccanismo semplificato con bollettini precompilati direttamente a casa e senza più complicati calcoli fai-da-te.

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Continua a far discutere la misura varata dal governo Renzi che prevede un bonus di 80 euro in busta paga per i dipendenti e gli assimilati. Più in particolare, al centro dello scontro con la maggioranza c’è l’estensione del bonus ai nuclei famigliari mono-reddito con almeno 3 figli, anche con reddito superiore ai 26 mila euro, che rischia di non essere inserita all’interno del decreto IRPEF.

Estensione Bonus IRPEF

L’obiettivo è di evitare che vi siano famiglie in cui il bonus viene percepito da entrambi i genitori perché entrambi con reddito fino a 24 mila euro e famiglie monoreddito con figli e retribuzione di 26 mila esclusi dall’incentivo. La misura risulterebbe sostenibile solo se limitata ai nuclei con tre figli con soglia a 40-50 mila euro. In tutto la misura dovrebbe costare sui 50 milioni di euro e dovrebbe vedere coinvolti altri 80 mila contribuenti.L’Esecutivo in realtà non ha espresso parere negativo sulla misura, ma il premier Matteo Renzi sembrerebbe essere  più propenso ad inserirla nella Legge di Stabilità.

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Non arriverà la deducibilità IMU ai fini IRAP sugli immobili produttivi delle imprese (capannoni, uffici, etc.), essendo una misura ritenuta dal Governo troppo onerosa. A spegnere ogni speranza degli imprenditori è stato il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, che in audizione alla Camera ha ricordato le misure già varate dal Governo a favore degli immobili strumentali, a fronte delle quali:

“ulteriori interventi sia per la deducibilità dell’IMU dalle imposte sui redditi sia un’ulteriore riduzione dell’IRAP richiederebbero per una concreta attuazione ingenti risorse finanziarie per far fronte alle diminuzioni di gettito”.

”La semplificazione prevista dalla delega fiscale” è uno degli strumenti per diminuire ”gli oneri che gravano sulla dimensione imprenditoriale, verso la quale c’e’ un preciso impegno del Governo”. I decreti che l’Esecutivo sta mettendo hanno l’obiettivo di avviare ”una revisione sistematica dei regimi fiscali volta a eliminare complessità di adempimenti superflui e costosi per le imprese”.

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