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Ha ottenuto il via libera definitivo alla Camera il Piano Casa, ormai convertito in Legge con 272 voti favorevoli e 92 contrari. Tra le principali novità della Legge l’eliminazione del vincolo introdotto dalla Legge di Stabilità 2014 sul Bonus Mobili che imponeva di che le spese sostenute per l’acquisto di arredamenti e grandi elettrodomestici non fossero superiori a quelle relative alla ristrutturazione edilizia. Novità anche sul della cedolare secca, la cui aliquota resta confermata al 10% (invece del 15%) per i contratti a canone concordato per il periodo che va dal 2014 al 2017.

Bonus Mobili

Per l’acquisto di mobili dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 è possibile fruire delle detrazioni IRPEF pari al 50% in 10 anni anche se le spese sostenute superano quelle per i connessi lavori di ristrutturazione (articolo 7, commi 2-bis e 2-ter). Resta tuttavia fermo il tetto dei 10 mila euro, soglia oltre la quale non è possibile richiedere  la detrazione di imposta.

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Primi segnali di ripresa per il mercato dei mutui, secondo le ultime rilevazioni Abi nei primi tre mesi dell’anno si è registrato un aumento pari al +20%  rispetto allo stesso periodo del 2013 per un tasso medio sui nuovi mutui del 3,39%, tornato ai livelli di luglio 2011 grazie anche al calo dello spread. Il rapporto mensile dell’Abi fa riferimento alle nuove erogazioni riferite ad un campione di 88 banche.

Mercato immobiliare

A contribuire alla ripresa del mercato dei mutui c’è stato soprattutto il calo dei prezzi del mercato immobiliare che ha reso più accessibile l’acquisto di immobili per le famiglie, concentrato in particolar modo al Sud. Tra le 19 regioni considerate registrano invece condizioni di non accessibilità il Lazio, la Toscana e la Liguria, a causa di fattori che fanno salire le quotazioni delle case quali la presenza di grossi agglomerati urbani, una notevole attrattività turistica e un patrimonio residenziale di particolare pregio.

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Un vero e proprio coro di proteste quello sul rinvio TASI a doppio binario (solo per gli immobili che nei Comuni che non deliberano le nuove aliquote entro fine maggio), persino con ipotesi di incostituzionalità: il Comune di Varese ha approvato un ordine del giorno in cui si chiede alla Regione Lombardia di inoltrare richiesta alla Corte Costituzionale per sollevare, la questione di incostituzionalità: la TASI, così com’è, non rispetta il principio di capacità contributiva previsto dall’articolo 53 della Costituzione.

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Fra giugno e luglio i contribuenti italiani sborseranno 75 miliardi di euro, distribuiti in una trentina di scadenze fiscali (18 nel solo mese di giugno9 a partire da IRPEF, IMU-TASI, TARI, IVA, IRES e IRAP. Un ingorgo tributario che comporta un superlavoro dei CAF e uno sforzo economico per famiglie e aziende, aggravato dai costi della burocrazia. Secondo un’elaborazione Cgia di Mestre su dati della Banca Mondiale, per pagare le tasse in Italia servono 269 ore all’anno (33 giorni lavorativi): nell’area Euro solo il Portogallo registra una situazione peggiore. Ma vediamo il calendario di giugno delle scandenze fiscali per imprese e famiglie.

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