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Cambiano ancora le regole per accedere al Bonus Mobili che prevede una detrazione IRPEF del 50% in 10 anni per l’acquisto di arredamento e grandi elettrodomestici abbinato ad una ristrutturazione edilizia.

Con il passaggio al Senato per la conversione in legge del decreto casa (47/2014) è stata infatti reintrodotta la possibilità di portare in detrazione anche gli acquisti di mobili di importo superiore al valore delle ristrutturazioni, eliminando il limite precedentemente disposto.

Resta però il tetto massimo per le spese agevolabili di 10.000 euro (per le ristrutturazioni invece il tetto è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare). Al Senato il testo è passato con 133 voti a favore e 99 contrari. Ora l’esame del Piano Casa passa alla Camera.

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Marcia indietro sul rinvio dell’acconto TASI, che resta fissato al 16 giugno: come se non bastasse il caos aliquote senza le delibere dei Comuni, si ingarbugliano anche le scadenze. Dopo l’annuncio del Governo di valutare lo slittamento a settembre della prima rata della nuova imposta sui servizi indivisibili del Comune (che assorbe l’IMU prima casa e si somma a quella per gli altri immobili), le proteste dell’ANCI hanno determinato un claloroso dietro front: niente proroga TASI, i Comuni non sono disposti a rinunciare al gettito per motivi di bilancio. Spiega iIl presidente Piero Fassino:

«TASI e IMU sono la principale fonte finanziaria a cui i Comuni attingono le risorse per le loro politiche. Qualsiasi slittamento rischia di provocare un buco di liquidità drammatico e di mettere i Comuni nell’impossibilità di continuare le politiche e i servizi che erogano oggi».

Dunque, al termine di una riunione tecnica fra ANCI e Ministero, è stato deciso di non rinviare la scadenza per l’acconto TASI, in modo tale che i Comuni possano incassare, pur con il loro impegno a velocizzare l’iter di approvazione delle delibere IUC con le aliquote 2014.

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Pagamento acconto TASI di giugno rinviato a settembre: è quanto lascia capire il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, secondo cui il Governo starebbe seriamente pensando a far slittare di tre mesi la scadenza del 16 giugno. In questo modo, si darebbe tempo a tutti i Comuni di deliberare le aliquote 2014 e decidere per le eventuali detrazioni, oltre che sulla divisione delle quote tra inquilini e proprietari di case in affitto.

Nonostante la posizione contraria del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, Zanetti la ritiene la soluzione migliore:

«spostare la prima rata dal 16 giugno al 16 settembre, lasciando poi invariata la seconda al 16 dicembre». Il Governo sta «lavorando per questa proroga, dobbiamo tenere conto delle esigenze di cassa dei Comuni, ma se troveremo la quadra, questa sarà la scelta. Ne stiamo verificando la sostenibilità finanziaria, è chiaro che dobbiamo dare ai Comuni delle risposte in termini di anticipazioni di Tesoreria. Nella misura in cui riusciremo a trovare la quadra, l’intenzione è quella di posticipare la prima rata ed evitare così che ci siano, nel frattempo, Comuni dove si è deliberato sulle aliquote e altri no, perché oggettivamente queste sono complicazioni».

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Tasi / bollettini precompilati addio

La legge di stabilità aveva previsto per il pagamento della Iuc (Tasi, Imu e Tari) l’invio da parte dei Comuni dei bollettini precompilati con gli importi da pagare. Nei mesi scorsi il dipartimento Finanze aveva preparato un provvedimento in cui il bollettino precompilato era previsto come opzionale ma la bozza non è mai stata firmata. Oggi mancano i tempi tecnici per imporre ai Comuni i bollettini precompilati per l’acconto di giugno.

Tasi / L’incognita della quota inquilini

La regola dell’acconto Tasi con aliquota standard nei Comuni che non pubblicano le delibere con le aliquote entro il 31 maggio riguarda anche le abitazioni con inquilini. In questi casi, la legge di stabilità prevede che gli inquilini paghino una quota scelta dal Comune e compresa fra il 10 e il 30% del tributo, ma non fissa un parametro standard. Non si capisce quindi che cosa paghino gli inquilini in acconto.

Tasi / Acconto anche fuori limite

Il 16 giugno si paga sia l’acconto Tasi sia l’acconto Imu. Nei Comuni che nel 2013 hanno stabilito un’aliquota Imu del 10,6 per mille, e non pubblicheranno le aliquote 2014 entro il 31 maggio, i proprietari sarebbero chiamati a pagare un acconto Imu del 5,4 per mille (la metà del 10,6) e un acconto Tasi dello 0,5 per mille. L’acconto, quindi, sarebbe misurato su un’aliquota teorica, fuori limite, dell’11,6 per mille.

Tasi / Incertezza perenne sui fondi

Ad allungare i tempi delle decisioni comunali, oltre ai problemi legati alle elezioni amministrative in 4.106 Comuni, ci sono le continue modifiche ai fondi destinati agli enti locali, sulla base dei quali sono ovviamente calcolate le esigenze di gettito tributario. Le ultime sono arrivate con la nuova spending review nel decreto Irpef e con i continui ritocchi nel decreto casa, entrambi in corso di conversione.

Tasi / I calcoli alla prova delle detrazioni

Nei Comuni che hanno già deliberato e pubblicato le aliquote, il pagamento dell’acconto riguarda anche le abitazioni principali, e può essere parecchio complicato dai meccanismi “cervellotici” di calcolo di aliquote e detrazioni. La legge ha infatti lasciato piena libertà ai Comuni, che spesso hanno deciso di misurare le detrazioni in base ai valori catastali e/o ai redditi dei proprietari.

Tasi / Si paga anche l’imposta non dovuta

Nei Comuni che non pubblicheranno le delibere con le aliquote entro il 31 maggio, la Tasi sull’abitazione principale si pagherà tutta a dicembre mentre sugli altri immobili si dovrà versare l’acconto in base ai parametri standard, cioè con l’aliquota dell’1 per mille. In pratica, tutti i proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale saranno chiamati a versare lo 0,5 per mille, e nei Comuni che non applicheranno la Tasi bisognerà procedere a rimborsi.

Tasi / L’assimilazione rimane incerta

L’acconto Imu applicato con le aliquote 2013 nei Comuni che non pubblicano le delibere con le aliquote entro il 31 maggio comporta anche problemi per le abitazioni di residenti all’estero anziani lungodegenti, che potrebbero essere successivamente assimilate all’abitazione principale. Anche in questo caso, in acconto si pagherebbe un’imposta poi non dovuta in base alle regole definitive.

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