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Casa, auto, risparmi. Un sistema per metterli al sicuro e destinarli ai bisogni della famiglia c’è: costituire un fondo patrimoniale. Con cifre anche contenute – per un piccolo fondo bastano 2mila euro – si può siglare davanti al notaio un atto che “distingue” questi beni dal patrimonio generale dei soggetti interessati e li protegge da eventuali azioni esecutive dei creditori.
Naturalmente a determinate condizioni di legge. Vediamo quali.

Il fondo patrimoniale, disciplinato dagli articoli 167 e seguenti del Codice civile, è stato istituito dal legislatore della riforma del diritto di famiglia (legge 151/1975) per permettere ai coniugi (o a terzi, nell’interesse dei coniugi: si pensi ai loro genitori) di destinare determinati beni di proprietà di taluno di essi, e i loro frutti, a «far fronte ai bisogni della famiglia» formata dai coniugi e dai loro figli.
Si pensi alla sottoposizione al fondo patrimoniale di una casa, per essere destinata ad abitazione dei coniugi e della loro famiglia; oppure di un immobile a destinazione commerciale, per utilizzarne il reddito per finanziare le spese familiari (ciò che si potrebbe ripetere per i dividendi di un pacchetto azionario o per gli interessi di un pacchetto obbligazionario).

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Si sono aperti i termini per l’invio delle domande di accesso alle agevolazioni del Bando Efficienza Energetica nelle Regioni Convergenza (Decreto Ministeriale 5 dicembre 2013): lo sportello si è aperto alle ore 10:00 del 29 aprile 2014, riservato alle aziende con sede in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Apertura Bando

Si tratta degli incentivi previsti dal Decreto del MiSE del 5 dicembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 6 marzo 2014, che concede agevolazioni alle imprese che realizzino programmi di investimento funzionali alla riduzione di consumi energetici all’interno delle attività produttive localizzate nei territori delle Regioni dell’Obiettivo Convergenza.

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Non si placa la crisi dei prestiti e dei mutui per imprese e famiglie in Italia, secondo le rilevazioni di Crif Decision Solutions l’importo erogato è ulteriormente calato nel corso del 2013.

Importi medi

Per i mutui ipotecari l’importo medio è stato pari a 141.254 euro, pari al -3,5% rispetto al 2012, per i prestiti personali la flessione è pari al -3,8%, per un importo medio di 12.185 euro, mentre per i prestiti finalizzati il calo è stato del -2,7%, con un importo medio pari a 3.979 euro.

Crisi economica e del lavoro

A motivare il trend fortemente negativo c’è la forte debolezza della domanda interna, soprattutto per quanto riguarda le forme tecniche del credito al consumo e dei mutui immobiliari. Va poi considerata la continua crisi del mondo del lavoro, con un tasso di disoccupazione è continuato a crescere. Infatti, nonostante il 2013 si sia chiuso con segnali incoraggianti, l’anno è stato caratterizzato dal perdurare della crisi economica e da un quadro economico ancora fragile.

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Non c’è solo la maggiorazione Tasi-IMU dello 0,08% nel decreto Salva Roma ter sulla finanza locale: ci sono anche aggravi fiscali sul fronte TARI (imposta sui rifiuti) che gravano sulle imprese. Fra gli emendamenti approvati alla legge di conversione, c’è la cancellazione della riduzione della tariffe per le imprese che avviano i rifiuti al riciclo, ed esclude dal beneficio quelli avviati al recupero.

Risultato: Rete Imprese Italia calcola che per le imprese in vista ci sia un ulteriore rincaro di 2 miliardi di euro. E chiede, di conseguenza, al parlamento di rivedere la formulazione della norma, eliminando questo ulteriore aggravio per le imprese. Ricordiamo i riferimenti normativi precisi: la TARI è stata istituita dalla Legge di Stabilità 2014, dai commi 641 e seguenti dell’articolo unico, e poi modificata con il Dl 16/2014, articolo 2, comma 1, lettera e.

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