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Nelle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera sono stati approvati alcuni emendamenti al decreto legge n. 16/2014 (c.d. “Salva Roma-ter”) contenente disposizioni urgenti in materia di tributi locali. Tali modifiche saranno ora vagliate dall’Aula per l’iter di conversione che dovrebbe avvenire entro il 5 maggio.

Le novità riguardano le modifiche alla disciplina del tributo per i servizi indivisibili (TASI), nonché alla disciplina della tassa sui rifiuti (TARI) e dell’IMU.

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Consumi congelati, se non si riaggancia la crescita ai livelli pre-crisi si tornerà nel 2046: il punto sul mercato dei beni durevoli e su quello immobiliare.

Da qualche mese è inizata una fase di stabilizzazione sul fronte consumi di beni durevoli, mentre nel mercato immobiliare si registrano sconti al raddoppio per chi vuole investire nel mattone, con crollo dei prezzi e svalutazioni. E Confcommercio avverte: in assenza di miglioramenti sul versante occupazionale e del reddito, niente ripresa.

Immobiliare

In base ai dati ISTAT i prezzi delle case sono scesi del 5,6%  nel 2013 mentre il numero delle compravendite è in negativo nonostante in leggera ripresa rispetto al baratro in cui erano sprofondate nel 2012. Il grosso del mercato è rappresentato dagli immobili residenziali (93,4%), con un andamento che si riflette sui mutui, risaliti da -24% a -1,5% in un trimestre. Secondo il CRIF anche nel primo trimestre 2014 la domanda di mutui immobiliari è cresciuta (9,6%), ma per consolidare il trend serve aumentare il potere di acquisto degli stipendi e stimolare i consumi consolidando redditi e lavoro.

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D: Un cittadino francese acquista immobile abitativo in Italia con agevolazione prima casa dichiarando in atto di voler stabilire residenza entro diciotto mesi. E’ possibile usufruire agevolazione comunicando domicilio fiscale ai sensi art 60 dpr 600/73 senza trasferire residenza?

R: A parere di chi scrive, non è possibile usufruire dell’agevolazione c.d. prima casa con la sola comunicazione del domicilio fiscale. La norma (lett. a) della nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, Parte Prima allegata al D.P.R. n. 131/86) richiede che l’acquirente trasferisca la propria residenza entro 18 mesi dalla data di acquisto dell’immobile. Sia l’Amministrazione finanziaria (R.M. n. 76/E/2000, reperibile presso il Centro di Documentazione Economica e Finanziaria del Ministero delle Finanze all’indirizzo http://def.finanze.it/DocTribFrontend/RS1_HomePage.jsp) sia la giurisprudenza di legittimità (Cass., 16 aprile 2008, n. 9949) hanno affermato che, a questi fini, rileva solo la residenza anagrafica, non essendo sufficiente nemmeno il mero trasferimento di fatto (a maggior ragione non potrebbe bastare la comunicazione del domicilio fiscale, in assenza del trasferimento della residenza anagrafica).

Michele Brusaterra, Il Sole24 ORE

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La crisi economica ha fatto registrare negli ultimi anni un vero e proprio boom di  vendite di immobili in nuda proprietà, soprattutto tra le fasce economicamente più deboli della popolazione. L’obiettivo è quello di “monetizzare” il valore della propria casa cedendone la proprietà, ma conservando per sé il diritto di abitarla.

La sentenza della Corte di Cassazione n. 6877 del 24 marzo 2014 ha affrontato l’argomento nell’ambito degli edifici in condominio e con specifico riferimento alla ripartizione delle spese condominiali, stabilendo che il condomino che vende l’appartamento, conservando per sé il diritto di abitazione, rimane obbligato ad adempiere tutti gli oneri relativi alla custodia, all’amministrazione ed alla manutenzione dell’immobile ceduto, compreso l’obbligo di pagare le spese condominiali. Al nudo proprietario, invece, spettano le sole spese straordinarie nei limiti di cui all’art. 1005 c.c.

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