0882.33.34.27

info@casaemutuo.net

Quello che non sappiamo, è se pesi di più la convenienza fiscale o l’emersione degli affitti in nero. Di certo, però, i dati delle Finanze sulle ultime dichiarazioni fiscali dimostrano che l’appeal della cedolare secca sugli affitti è cresciuto parecchio. Sono quasi 800mila i proprietari di case che hanno scelto la “tassa piatta” nel 2012, con un aumento del 58% rispetto all’anno precedente. Per l’esattezza, 764.474 contribuenti. Se si considera che in base alle ultime stime ci sono circa 2 milioni di persone fisiche proprietarie di un’abitazione affittata, è facile rendersi conto del grande successo della nuova imposta, introdotta ad aprile del 2011.

La convenienza per i privati
La possibilità di chiudere i conti con il Fisco pagando il 21% di imposta sostitutiva (19% sui canoni concordati) si è rivelata un vantaggio quasi imperdibile, anche perché la cedolare secca è uno degli ultimi “regali” in un panorama di imposte crescenti sugli immobili, dall’Imu alla Tasi, passando per il taglio delle deduzioni forfettarie Irpef riservate a chi applica la tassazione ordinaria, scattato dal 2013. È vero che la cedolare secca impone al proprietario di rinunciare all’aggiornamento Istat, ma l’inflazione annua a febbraio viaggia allo 0,5% e chi opta per la tassa piatta evita di pagare, oltre all’Irpef, anche le addizionali, l’imposta di registro e il bollo.

Approfondisci

Complicazioni TASI-IMU: indiscrezioni di stampa riferiscono di uno slittamento a luglio della scadenza ultima per le delibere comunali con le aliquote TASI 2014 (invece di aprile). Per ora, è bene sottolinearlo, si tratta di voci di corridoio, per quanto insistenti. Ma certo non contribuiscono a semplificare la vita al contribuente alle prese con la tassa sugli immobili sempre più onerosa e ostica.

Prima rata TASI-IMU

Se lo slittamento al 31 luglio per le delibere comunali diventasse definitivo, il risultato sarebbe il seguente: i proprietari di immobili dovrebbero versare in sede di acconto di giugno una somma calcolata con le vecchie regole e poi effettuare un congaglio presumibilmente al saldo di dicembre. Quali sarebbero le vecchie regole? Probabilmente (condizionali e formule prudenziali si sprecano, visto il regnare dell’incertezza) quelle previste dalla Legge di Stabilità, che ha istituito la TASI stabilendo un’aliquota standard allo 0,1%.

Approfondisci

La riduzione al 10% dell’aliquota fissa sui canoni di locazione concordati non è l’unica novità sulla cedolare secca del 2014: da gennaio è scattato il divieto di usare il contante per pagare l’affitto (previsto dalla Legge di Stabilità), da febbraio è operativo il nuovo modello RLI per i contratti immobiliari e in marzo la Corte Costituzionale ha bocciato il condono degli affitti in nero.

Piano Casa: tassa ridotta

La cedolare secca per gli affitti a canone concordato è scesa al 10% dal 15% (in confronto al 21% delle locazioni libere) arrivando  – la ratio è incentivare l’utilizzo di questo strumento, che ad oggi non ha dato i risultati sperati (sono circa 65mila i contratti con cedolare secca su 2 milioni di locazioni) – ma si applica solo negli affitti tipo “3 + 2″  e solo a partire dal primo gennaio 2014,  con riduzione valida fino al 2017, anche per le le abitazioni date in locazione a cooperative o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

Approfondisci

I proprietari di prime case che hanno pagato la mini IMU a gennaio non devono versare IRPEF e addizionali per questi immobili. Lo precisa l’Agenzia delle Entrate, che ha anche corretto i modelli 730/2014 e relative istruzioni.

Modello 730 con rettifica

La precisazione sul trattamento fiscale della Mini IMU è contenuta nel provvedimento n. 34411 del 10 marzo 2014, che chiarisce anche altri punti relativi alla compilazione (ad esempio, la corretta compilazione della casella “730 senza sostituto” per i contribuenti che hanno perso il lavoro (e quindi non hanno più un sostituto d’imposta) ma che da quest’anno possono presentare il 730 invece del modello UNICO.

Mini IMU nel 730

La precedente formulazione del modello 730/2014 lasciava dubbi interpretativi su come dovessero comportarsi i proprietari di immobili che, in virtù delle disposizioni legislative 2013, non hanno pagato l’IMU sulla prima casa (abolita per il 2013) ma hanno dovuto versare il conguaglio di gennaio 2014 (la cosiddetta mini IMU). Le istruzioni di compilazione non contemplavano questo caso.  Il chiarimento, è servito a coprire meglio il quadro:

  • IMU non pagata affatto: il reddito delle prime case e relative pertinenze che hanno goduto dell’abolizione 2013 senza dover versare la Mini IMU concorre alla formazione dell’imponibile ai fini IRPEF, beneficiando però di una deduzione pari all’ammontare della rendita catastale.
  • IMU pagata: le abitazioni principali di lusso (categoria A1, A8 e A9) che hanno già pagato l’IMU, non devono pagare l’IRPEF in dichiarazione dei redditi, per cui non beneficiano della relativa deduzione.
  • Mini IMU pagata: i chiarimenti, inseriti nel Modello 730/2014 rettificato prevedono che gli immobili soggetti alla Mini IMU di gennaio non pagano nè IRPEF nè addizionali e, non concorrendo all’imponibile, non godono neppure delle relative deduzioni. In questi casi, nella colonna 12 del quadro B  (redditi da fabbricati) dedicata ai casi particolari IMU va indicato il codice 2. Inoltre è necessario riportare alla voce “IMU dovuta per il 2013“  (colonna 10) la Mini IMU, per quanto tra le note si legga più sotto: se l’Imu non è stata versata o è stata versata in misura inferiore indicare comunque l’imposta “dovuta”.

Barbara Weisz, PMI.it

Approfondisci