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Quesito: Il titolare di una prima casa ha venduto il fabbricato in data 24 giugno 2013: è stata eliminata la prima rata e sulla seconda non essendo più in possesso del fabbricato deve pagare la mini-Imu sui primi sei mesi?

Risposta: La c.d. mini-Imu, prevista per i soggetti titolari di un immobile adibito a prima abitazione, è dovuta (per il solo 2013) nel caso in cui il fabbricato sia sito in un Comune che ha deciso di aumentare la soglia dell’aliquota, prevista ex lege al 4 per mille. Nel caso contrario (vedi il Comune di Venezia) nulla è dovuto dal contribuente che non deve preoccuparsi della prossima scadenza fissata per il 24 gennaio 2013. Per conoscere l’aliquota applicata dal Comune basta consultare il sito web istituzionale.

Michele Brusaterra, Il Sole 24 ORE

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Quesito: Un soggetto persona fisica, in relazione ad una ristrutturazione dell’immobile e quindi al cambio d’uso dello stesso da rurale a residenziale, ha diritto alle detrazioni fiscali?

Risposta: I lavori di ristrutturazione edilizia danno diritto alla detrazione anche se effettuati su unità immobiliari rurali, come previsto dall’art. 16-bis, comma 1, lett. b) del D.P.R. n. 917/86. Si ricorda che per lavori di ristrutturazione si intendono quelli indicati all’art. 3 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con D.P.R. n. 380/2001 e successive modificazioni. Nella Guida alle ristrutturazioni edilizie dell’Agenzia delle Entrate (disponibile su http://www.agenziaentrate.gov.it) sono fatti alcuni esempi. Si ricorda che la detrazione non spetta per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una nuova costruzione.

Michele Brusaterra, Il Sole24 ORE

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La Corte Suprema di Cassazione con la Sentenza 17 febbraio 2013, n. 3636 è intervenuta nuovamente in relazione alle obbligazioni contratte dal condominio verso terzi.

Il caso in esame. Le attrici, proprietarie di un appartamento sito in un condominio, avevano chiesto la condanna di un condomino a pagare loro la quota di spettanza di spese condominiali attinenti al corrispettivo di un  contratto di appalto intercorso tra il condominio ed una società cooperativa.

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A introdurre il divieto di usare il contante per le locazioni abitative – per qualsiasi importo – è la legge di stabilità (legge 147/2013, articolo 1, comma 50). Un divieto più severo di quello “generale” previsto dalla normativa antiriciclaggio, per cui l’obbligo di pagamento con mezzi tracciabili scatta solo da 1.000 euro in su. La nuova norma è entrata in vigore il 1° gennaio 2014, ma ora il dipartimento del Tesoro inverte la rotta e cancella l’obbligo in via interpretativa.

Il chiarimento del Tesoro permette di pagare in contanti gli affitti abitativi fino a 999,99 euro e “sana” anche la situazione di quei proprietari che hanno ricevuto il canone in denaro a partire dal 1° gennaio 2014. Nessun problema neppure per le locazioni dei box auto e di tutti gli immobili non residenziali, che non erano toccati dalla “stretta” contenuta nella legge di stabilità.

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