0882.33.34.27

info@casaemutuo.net

LOCAZIONI
AFFITTO CON RISCATTO: PRELIMINARE TRASCRITTO

Il ristagno del mercato immobiliare spinge gli operatori a rispolverare e rinnovare formule d’acquisto alternative, che aiutino a posticipare l’accensione del mutuo a “tempi migliori”, o addirittura a evitarla. Ma molte sono le incertezze e i pericoli a cui si può andare incontro: è bene quindi capire a fondo lo strumento che si sta scegliendo prima di incappare in sgradite sorprese (vedi schede a fianco). Gli schemi proposti hanno caratteristiche (e tutele) diverse: il pagamento può esser dilazionato in parte o in tutto; si può partire da una locazione con opzione o obbligo di successivo acquisto; oppure da un trasferimento immediato della proprietà (ma a precise condizioni).
Per quanto si tratti ancora di un fenomeno di nicchia, tra i tentativi di compravendita si sta facendo largo l’affitto con riscatto largo o rent to buy (termine usato secondo alcuni impropriamente). Si tratta di espressioni “ombrello” sotto le quale trovano posto differenti soluzioni.

Approfondisci

IL 65% SI SCONTA ANCHE SE NON C’È L’AMMINISTRATORE
D. Possiedo un appartamento in una palazzina, composta da sei unità immobiliari, con quattro proprietari. Una famiglia possiede tre alloggi, mentre gli altri sono di proprietà individuale. Non abbiamo mai avuto un amministratore e abbiamo sempre regolato informalmente le piccole spese comuni (non c’è ascensore e in pratica si tratta solo di illuminazione, pulizia scale e un paio di interventi di potatura siepi all’anno). Ora vorremmo cambiare la caldaia e installare le valvole termostatiche in tutti gli alloggi, sfruttando la detrazione del 65%, ma faremo i lavori solo nella prossima primavera. Non avendo un amministratore, né tabelle millesimali, come possiamo fare per non perdere la detrazione?
—-
R. Tra gli interventi che fruiscono del 65% rientrano anche quelli per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (riscaldamento) mediante l’installazione di caldaie a condensazione, con contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, compresa l’installazione delle valvole termostatiche in tutti gli alloggi.
Nell’ipotesi di sostituzione dell’impianto al servizio del l’intero edificio residenziale (riscaldamento centralizzato), l’intervento è considerato come eseguito sulle parti comuni e tutti gli adempimenti sono effettuati dall’amministratore.

Approfondisci

BONUS MOBILI, I CONTROLLI ANTI-ERRORI
D. Nel luglio scorso ho finito di ristrutturare il mio appartamento, per il quale detrarrò, dalla prossima dichiarazione dei redditi, il 50% delle spese sostenute. Ora sto utilizzando il bonus mobili per cambiare la cucina e il salotto. Vorrei chiedervi quali sono i passaggi corretti per non perdere questo beneficio. Infatti, un errore l’ho già fatto. Nel luglio scorso, ho comprato un grande congelatore per la cucina, pensando di detrarlo successivamente, ma non l’ho dichiarato al negoziante e ho pagato con assegno. Così, solo la gentilezza del commerciante mi ha consentito di stracciare l’assegno e ripetere il pagamento con un bonifico onde «salvare» il beneficio.
—-
R. Le opere edilizie, la detrazione del 50%, la tipologia dei lavori, la data di inizio e infine, il tipo di arredo e il pagamento eseguito. Sono questi i controlli preliminari necessari a verificare la spettanza del bonus mobili, introdotto dal Dl 63/2013 (converito dalla legge 90/2013) per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2013 e ora in procinto di essere prorogato per tutto il 2014 dal Ddl di stabilità all’esame del Parlamento.
La disposizione, da una prima lettura della norma, pareva essere più semplice, ma in realtà le variabili che potrebbero incidere sulla spettanza delle detrazioni sono numerose. A ciò si aggiunga che la circolare 29/E/2013, emanata dal l’agenzia delle Entrate, pare inserire ulteriori dubbi, mai rilevati in precedenza. È necessario quindi che il contribuente verifichi la propria posizione, segnando su un’immaginaria “check list” di aver eseguito tutti gli adempimenti e possedere i requisiti per beneficiare del bonus.

Approfondisci

L’Aula del Senato ha approvato con 175 sì, 55 no e 17 astenuti il decreto legge sull’Imu. Il testo del Dl che cancella la prima rata Imu, rifinanzia la Cig in deroga e sposta al fine novembre il termine di approvazione dei bilanci di previsione dei Comuni esce dal Senato senza modifiche rispetto al testo arrivato dalla Camera, ma con la grossa incognita di un possibile aumento delle accise e degli acconti Ires e Irap.

Il governo, come ha dichiarato lo stesso sottosegretario Pier Paolo Baretta nel corso del dibattito in Aula al Senato, è al lavoro per evitare che scatti la “clausola di salvaguardia” inserita dal Governo nel caso in cui le coperture previste dal Dl si dovessero rilevare insufficienti. Come ha spiegato Baretta, «si farà di tutto affinché non scatti la clausola con l’aumento delle accise». I tempi troppo stretti per una terza lettura alla Camera (il decreto scade mercoledì prossimo) hanno impedito alla maggioranza, inoltre, di far salire sul treno accelerato della conversione in legge del provvedimento anche la nuova disciplina sull’Opa. Il cosiddetto “emendamento Mucchetti” presentato in commissione Finanze dal senatore del Pd è stato ritirato con l’impegno del Governo a recuperarlo nel primo provvedimento utile (si veda Il Sole 24 Ore di ieri e il servizio a pagina 13).Tra le maggiori novità inserite dal Parlamento in materia di Imu spiccano le possibili esenzioni per le case in comodato ai figli. Una modifica fortemente voluta dalla Camera e ratificata ora dal senato, con tanto di Governo battuto nel voto in Aula a Montecitorio.

Approfondisci