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BONUS MOBILI, I CONTROLLI ANTI-ERRORI
D. Nel luglio scorso ho finito di ristrutturare il mio appartamento, per il quale detrarrò, dalla prossima dichiarazione dei redditi, il 50% delle spese sostenute. Ora sto utilizzando il bonus mobili per cambiare la cucina e il salotto. Vorrei chiedervi quali sono i passaggi corretti per non perdere questo beneficio. Infatti, un errore l’ho già fatto. Nel luglio scorso, ho comprato un grande congelatore per la cucina, pensando di detrarlo successivamente, ma non l’ho dichiarato al negoziante e ho pagato con assegno. Così, solo la gentilezza del commerciante mi ha consentito di stracciare l’assegno e ripetere il pagamento con un bonifico onde «salvare» il beneficio.
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R. Le opere edilizie, la detrazione del 50%, la tipologia dei lavori, la data di inizio e infine, il tipo di arredo e il pagamento eseguito. Sono questi i controlli preliminari necessari a verificare la spettanza del bonus mobili, introdotto dal Dl 63/2013 (converito dalla legge 90/2013) per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2013 e ora in procinto di essere prorogato per tutto il 2014 dal Ddl di stabilità all’esame del Parlamento.
La disposizione, da una prima lettura della norma, pareva essere più semplice, ma in realtà le variabili che potrebbero incidere sulla spettanza delle detrazioni sono numerose. A ciò si aggiunga che la circolare 29/E/2013, emanata dal l’agenzia delle Entrate, pare inserire ulteriori dubbi, mai rilevati in precedenza. È necessario quindi che il contribuente verifichi la propria posizione, segnando su un’immaginaria “check list” di aver eseguito tutti gli adempimenti e possedere i requisiti per beneficiare del bonus.

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L’Aula del Senato ha approvato con 175 sì, 55 no e 17 astenuti il decreto legge sull’Imu. Il testo del Dl che cancella la prima rata Imu, rifinanzia la Cig in deroga e sposta al fine novembre il termine di approvazione dei bilanci di previsione dei Comuni esce dal Senato senza modifiche rispetto al testo arrivato dalla Camera, ma con la grossa incognita di un possibile aumento delle accise e degli acconti Ires e Irap.

Il governo, come ha dichiarato lo stesso sottosegretario Pier Paolo Baretta nel corso del dibattito in Aula al Senato, è al lavoro per evitare che scatti la “clausola di salvaguardia” inserita dal Governo nel caso in cui le coperture previste dal Dl si dovessero rilevare insufficienti. Come ha spiegato Baretta, «si farà di tutto affinché non scatti la clausola con l’aumento delle accise». I tempi troppo stretti per una terza lettura alla Camera (il decreto scade mercoledì prossimo) hanno impedito alla maggioranza, inoltre, di far salire sul treno accelerato della conversione in legge del provvedimento anche la nuova disciplina sull’Opa. Il cosiddetto “emendamento Mucchetti” presentato in commissione Finanze dal senatore del Pd è stato ritirato con l’impegno del Governo a recuperarlo nel primo provvedimento utile (si veda Il Sole 24 Ore di ieri e il servizio a pagina 13).Tra le maggiori novità inserite dal Parlamento in materia di Imu spiccano le possibili esenzioni per le case in comodato ai figli. Una modifica fortemente voluta dalla Camera e ratificata ora dal senato, con tanto di Governo battuto nel voto in Aula a Montecitorio.

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CORTE DI CASSAZIONE, Sezione 2 civile, Sentenza 16 settembre 2013, n. 21116
COMPRAVENDITA TERRENI – Certificato di destinazione urbanistica – Forma scritta – Obbligo di allegare all’atto – Nullità

Il certificato di destinazione urbanistica, quale parte integrante il negozio richiedente la forma scritta “ad substantiam”, esige di essere allegato al contratto, non potendosi accreditare la tesi di una presunta allegazione del medesimo. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione in una recente pronuncia (Cass. civ. n. 21116/2013), la quale ha così confermato la decisione con la quale la corte del merito, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva dichiarato la nullità, con relative restituzioni degli importi pagati, di un contratto di compravendita immobiliare richiamando l’art. 18 della legge n. 47/1985 il quale richiede, a pena di nullità, l’allegazione del predetto certificato.

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Sul web accesso limitato ai condòmini

Il garante della Privacy detta le nuove regole dopo la riforma del condominio. Con il vademecum pubblicato ieri sul sito (www.garanteprivacy.it) si sono aggiunte parecchie precisazioni sul corretto comportamento da tenere (specialmente da parte dell’amministratore).
Anzitutto i numeri telefonici: l’amministratore può usarli solo se pubblici (cioè negli elenchi pubblici) o con il consenso espresso e non possono essere comunicati a terzi. Peggio ancora per i dati sanitari, il cui uso è permesso solo in caso di delibere o lavori su barriere architettoniche o per danni subiti negli spazi comuni. Mentre al contrario deve comunicare ai condomini i suoi recapiti (anche telefonici), che vanno anche affissi sull’edificio.
In assemblea, invece, non può partecipare un esterno tranne i delegati o i tecnici chiamati a illustrare un problema (ma solo per il tempo necessario). E anche la videoregistrazione è lecita solo con il consenso di tutti gli interessati.

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