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La riduzione al 10% dell’aliquota fissa sui canoni di locazione concordati non è l’unica novità sulla cedolare secca del 2014: da gennaio è scattato il divieto di usare il contante per pagare l’affitto (previsto dalla Legge di Stabilità), da febbraio è operativo il nuovo modello RLI per i contratti immobiliari e in marzo la Corte Costituzionale ha bocciato il condono degli affitti in nero.

Piano Casa: tassa ridotta

La cedolare secca per gli affitti a canone concordato è scesa al 10% dal 15% (in confronto al 21% delle locazioni libere) arrivando  – la ratio è incentivare l’utilizzo di questo strumento, che ad oggi non ha dato i risultati sperati (sono circa 65mila i contratti con cedolare secca su 2 milioni di locazioni) – ma si applica solo negli affitti tipo “3 + 2″  e solo a partire dal primo gennaio 2014,  con riduzione valida fino al 2017, anche per le le abitazioni date in locazione a cooperative o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

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L’ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA NELL’ANALISI OPERATIVA DEL NOTARIATO
Il Consiglio nazionale del notariato con lo studio 657/2013/C ha illustrato in una dettagliatissima analisi la disciplina della certificazione energetica. Lo studio evidenzia, preliminarmente, che con il Dl 63/2013 è stata data attuazione alla nuova direttiva comunitaria in materia di rendimento energetico nell’edilizia:
– da un lato, viene soppresso l’attestato di certificazione energetica, definito come il documento attestante la prestazione energetica ed eventualmente alcuni parametri energetici caratteristici dell’edificio;
– dall’altro, viene introdotto, in suo luogo, l’attestato di prestazione energetica, definito come il documento, redatto e rilasciato da esperti qualificati e indipendenti che attesta la prestazione energetica di un edificio attraverso l’utilizzo di specifici descrittori e fornisce raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica.
La finalità di tale attestato è quella di essere chiamato a svolgere il ruolo di strumento di “informazione” del proprietario, dell’acquirente (anche a titolo gratuito) e/o del locatario circa la prestazione energetica e il grado di efficienza energetica degli edifici.

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 All’«Ape» non si allega il libretto di impianto

All’attestato di Prestazione energetica (Ape) che, a pena di nullità, va allegato ai contratti di compravendita, donazione e locazione, non deve essere unito il «libretto di impianto»: lo sostiene una nota del consiglio nazionale del Notariato.
Il dubbio emergeva perché l’articolo 6, comma 5, del Dlgs 192/2005 (modificato dal Dl 63/2013) dispone che i libretti di impianto «sono allegati» all’attestato di prestazione energetica: quindi, visto che l’allegazione al contratto di un Ape incompleto può essere intesa come «mancata allegazione» è importante stabilire come l’Ape si componga per poterlo correttamente allegare.

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